Sciopero distributori di benzina il 25 marzo [in aggiornamento]

25 MARZO 2020 – 12:34

Ministero e rappresentanti dei gestori dovrebbero riunirsi in conference call nel pomeriggio di oggi. Mentre da Fegica fanno sapere tramite Alessandro Zavalloni (Segretario Generale)
che: “L’eventuale chiusura delle pompe di benzina non è uno sciopero (di fatto mai proclamato). Siamo impegnati a restare aperti e a mantenere il servizio, ma si rischia di chiudere perché stanno esaurendosi le scorte sottoterra. Manca la liquidità economica per acquistare nuovo carburante e le compagnie non portano il prodotto senza esser pagate contestualmente.

25 MARZO 2020 – 12:08

Sembra allontanarsi la possibilità di una serrata dei gestori delle stazioni di servizio prevista da questa sera. Il Presedente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito ieri 24 marzo in occasione di una conferenza stampa di “assicurare il rifornimento di carburante”.

In merito a tale dichiarazione ufficiale, le associazioni di categoria non hanno però ancora dato conferma di aver recepito il messaggio giunto ieri sera dal Governo. Sul sito della principale riferimento dei gestori di carburante (FAIB) campeggia ancora infatti il comunicato in cui si conferma lo sciopero a partire da questa sera.

24 MARZO 2020

Coronavirus: sciopero aree servizio il 25 marzo.

Tra gli attori dell’economica italiana che stanno pagando a caro prezzo l’emergenza sanitaria innescata dalla diffusione del Coronavirus ci sono anche i gestori delle aree di servizio. Guardando ai numeri pare infatti che il giro d’affari di chi gestisce una pompa di rifornimento di carburante abbia subìto un brusco calo di almeno l’85%. Tutti a casa, auto comprese.

Tra richieste economiche e sanitarie

In tutto sono circa 100 mila le persone che operano nel settore e che rischiano seriamente di non essere tutelate. Via quindi allo sciopero indetto dalle associazioni di categoria FAIB Confesercenti, Fegica Cisl e FigiscAnisa a partire dalla notte di domani 25 marzo. Tra le richieste del mondo dei distributori di benzina c’è senz’altro anche quella di sollecitare il Governo a mettere in campo agevolazioni e contributi di solidarietà a tutela delle decine di migliaia di lavoratori coinvolti. Non solo. Tra le motivazioni che hanno spinto la categoria a scioperare c’è anche quella in cui si chiederebbe una maggior tutela sanitaria.

A chiudere per prime saranno come spesso accade in questi casi le aree di servizio della rete autostradale, comprese quelle delle tangenziali e raccordi – vedi il GRA che gira attorno alla Capitale. Seguiranno i distributori presenti sulla viabilità ordinaria e urbana.

Fin qui niente di nuovo, spesso abbiamo assistito ad uno sciopero benzinai dalle conseguenze più o meno disagevoli per la collettività. Discorso ben diverso è però scioperare oggi, in piena emergenza sanitaria e con il termometro del panico collettivo sempre a rischio esplosione. Tra le conseguenze di uno sciopero di questo tipo, in questo momento, c’è quindi la possibilità di lasciare “a secco” molti dei mezzi di trasporto destinati alla grande distribuzione.

Un messaggio del genere, cioè di supermercati non riforniti o mal riforniti, può innescare la solita reazione psicologica (o psichiatrica) di tutti in coda per un pacco di pasta. Con il rischio di pericolosi assembramenti di persone, tra l’altro vietati.

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