Da FCA 1 milione di mascherine al mese, per gli USA

Fiat Chrysler Automobiles realizzerà, ma soprattutto “donerà” un milione di mascherine da destinare al sistema sanitario americano, negli USA. Per farlo sfrutterà un impianto automobilistico situato in Cina e a confermarlo è stato lo stesso CEO della casa italo-americana, Mike Manley in una comunicazione mail ai propri dipendenti. La conversione dello stabilimento cinese è iniziata lunedì 23 marzo, mentre la produzione di mascherine dovrebbe essere avviata nel giro di qualche settimana.

Queste info sono state ottenute e pubblicate dall’agenzia newyorkese Bloomberg News

Verso il milione di mascherine al mese

Dalla stessa agenzia d’informazione USA sono poi trapelate anche alcune considerazioni sui vantaggi logistici di una scelta di questo tipo. Fabbricare mascherine sfruttando uno stabilimento attivo e funzionante (in Cina) sarebbe infatti il modo più rapido per ottenere e consegnare quella che potrebbe essere una buona percentuale del fabbisogno necessario agli operatori sanitari statunitensi. Secondo le stime dello stesso Manley, la produzione di mascherine dovrebbe toccare – una volta giunta a regime – il milione di pezzi al mese.

Come FCA, sonno molti i produttori di automobili che si sono fatti avanti per donare la propria capacità produttiva e gli spazi tipici di una fabbrica per la realizzazione di materiali destinati ad uso medico. Un processo produttivo che comunque non è destinato ad avviarsi rapidamente. Sono infatti molte le discrepanze nei requisiti di produzione, nelle catene di approvvigionamento e sui cosiddetti “asset delle abilità” del personale che dovrà cimentarsi nella realizzazione di un tipo di produzione diversa.

In Italia Fiat e Ferrari per i respiratori

Nella mail, Manley avrebbe anche aggiunto che gli ingegneri Fiat, i team di produzione e i dipendenti Ferrari in Italia stanno lavorando assieme a Siare Engineering, azienda italiana che realizza respiratori, con l’obiettivo di raddoppiarne la produttività. Proprio il numero di respiratori, assieme a quello dei posti letto a disposizione in terapia intensiva negli ospedali – restano il punto cardine in quella che è la guerra quotidiana al  Covid-19.

Due parole sull’autore /

Digita l’argomento che stai cercando e premi invio/enter per leggere i risultati