Koenigsegg Gemera al Salone di Ginevra 2020

Koenigsegg Gemera – Il nome è di per sé “tutto un programma”, ma la colpa va come di consueto data alla quasi completamente priva di vocali, lingua svedese. Ed è davvero un peccato che non si sia potuta ammirare in quel di Ginevra, se non altro perché avrebbe probabilmente messo in imbarazzo molti modelli ben più blasonati – con motore termico. Termico e dalla cubatura da triplo superbollo.

Già, perché la Koenigsegg Gemera i numeri è in grado di portarli a casa senza sfoggiare chissà quale immenso propulsore. A “lei” – “basta”, un normalissimo motore 2 litri, per di più con appena tre cilindri! A questo si sommano tre unità elettriche. Stop. Fine. Risultati conseguiti? Beh, nell’ordine delle Supercar per eccellenza e basta guardare il dato dell’accelerazione per capirlo. Quella da 0 a 100 Km/h se ne va via – per intenderci – in meno di 2 secondi: 1,9 se proprio vogliamo esser precisi. Se poi aggiungiamo anche che è bella cos’altro in più le si potrebbe chiedere. La velocità massima ve la svelerò invece tra qualche riga…

Intanto, come detto ribadiamo che al “piccolo” motore termico a benzina e tre cilindri si accompagnano tre motori elettrici. Due si vanno a piazzare sulle altrettante ruote posteriori e uno si gode il panorama sull’asse anteriore. Tutti insieme appassionatamente generano una potenza di 1.700 CV per una coppia massima registrata a 3.500 Nm.

Con un occhio all’ambente… (pausa!). Sì, magari mezzo occhio, ma va detto che grazie al pacco batterie da 800 Volt che offre questa Koenigsegg Gemera è possibile ben 50 Km a zero emissioni e quindi in modalità 100% elettrica. Il bello è che, così facendo, anzi – “così viaggiando” – si possono toccare facili facili i 300 Km/h. Superati i quali ci viene in aiuto il nostro amico motore termico. Giusto in tempo per aggiungere un altro centinaio di Km/h alla scheda tecnica che alla voce “velocità massima” narra: 400 Km/h.

Due parole sull’autore /

Di Roma e “della Roma”, Classe 1981. Da piccolo sognavo di scrivere per la “profumata e romantica” carta stampata, ma il destino e un po’ di fortuna mi hanno portato prima in TV e poi su Internet! In rete ho scoperto un ruolo del quale ignoravo l’esistenza: il “Content Provider”. E così negli ultimi anni ho scritto, realizzato video, viaggiato e guidato le auto più belle del mondo per Yahoo!, poi per Michelin e adesso per Automobile.it. In mezzo tante collaborazioni con Autoblog.it, Infomotori.com etc. E il futuro chissà, intanto cerco di fare quello che forse mi riesce meglio: raccontare le auto, anche con ilTestDrive.it!

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