Nuova Volkswagen T-Roc: il testdrive

Nella serissima ed elegante gamma delle vetture di casa Volkswagen, la T-Roc come dicevamo è un po’ da considerare la “figlia ribelle” – completamente fuori da quelli che sono i tradizionali schemi tedeschi, a partire dalla carrozzeria bicolore e tanto altro che ora andremo a scoprire.

Genio e sregolatezza, ma senza esagerare. Però va detto come questa Volkswagen T-Roc abbia avuto il merito di sparigliare le carte nel design e nella filosofia delle vetture di Wolfsburg. Nasce dal pianale di quel mito su quattro ruote che si chiama Volkswagen Golf (pianale dal quale nascono anche molti altri modelli) e gioca tutto sul design accattivante. E non lo diciamo noi: basta guardarsi attorno mentre si è in giro per strada e notare quante T-Roc incontreremo.

Sviluppata come detto sul pianale della Golf, la Volkswagen T-Roc è un crossover compatto, siamo sui 423 cm di lunghezza – dal look simpatico e originale – fatto di linee tese e una carrozzeria bicolore che sembra fatta apposta per rompere gli schemi: il tetto è a scelta bianco, nero o rosso – in abbinamento alle altre tinte per la carrozzeria (in tutto ci si può sbizzarrire con 20 combinazioni). Per i più sobri è comunque possibile optare anche per la sola tinta unita.  Stesso discorso per gli interni, colorati e vivaci – e che contribuiscono a dare a questa T-Roc un’anima diversa rispetto a quella a cui siamo abituati quando parliamo di Volkswagen.  

Con la Volkswagen T-Roc viaggiamo nel mondo dei cosiddetti B-SUV – cioè quello sotto i 4 metri 25 di lunghezza – qui siamo più corti rispetto alla Golf, ma ovviamente più alti. Dentro lo spazio non manca, si sta comodissimi in 4, col quinto passeggero che siede in mezzo che deve solo fare un po’ di attenzione al tunnel centrale – un problema che io con qualsiasi modelli, ma va detto che il comfort è gradevolissimo anche in 5. Il design sportivo e spigoloso ci piace davvero molto, sembra quasi di viaggiare sopra un Concept Car. Bellissimi i montanti larghi e il lunotto piccolo – occhio solo alla visibilità posteriore che quindi non è in 4k – meglio affidarsi ai sensori quando si mette la retromarcia.  

Sotto il cofano di questa Volkswagen T-Roc abbiamo la motorizzazione più compatta della gamma a gasolio, 1.6 TDI da 116 CV di potenza. Più in alto, c’è solo Sua Maestà 2 litri da 150 CV.   

Si viaggia quindi alla grande e il piacere di guida c’è, anche se con 115 CV di potenza. Il motore si sente distendersi bene, cresce in erogazione (il cambio un manuale a 6 marce) – e forse si intiepidisce un po’ agli alti regimi. Vabbè, come giusto che sia per un 1.6 – La tenuta di strada è quella che ci si può aspettare da una Volkswagen così “corta” – il telaio lo conosciamo molto bene e si pennellano le curve che è un piacere. Siamo su una trazione anteriore, ma la tenuta davvero eccezionale sembra trasformare le strade nelle rotaie di un treno. La posizione di guida è rialzata, ma non troppo

Due parole sull’autore /

Di Roma e “della Roma”, Classe 1981. Da piccolo sognavo di scrivere per la “profumata e romantica” carta stampata, ma il destino e un po’ di fortuna mi hanno portato prima in TV e poi su Internet! In rete ho scoperto un ruolo del quale ignoravo l’esistenza: il “Content Provider”. E così negli ultimi anni ho scritto, realizzato video, viaggiato e guidato le auto più belle del mondo per Yahoo!, poi per Michelin e adesso per Automobile.it. In mezzo tante collaborazioni con Autoblog.it, Infomotori.com etc. E il futuro chissà, intanto cerco di fare quello che forse mi riesce meglio: raccontare le auto, anche con ilTestDrive.it!

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